Pass Aleph 30 (Volksamp)
Progettato e costruito negli USA al cambio di millennio, il piccolo Aleph 30 (by Volksamp) nelle intenzioni del suo creatore Nelson Pass doveva costituire un miglioramento (piccole modifiche nella scelta e nella selezione dei MosFet, aggiunta di un ingresso bilanciato) del già blasonatissimo piccolo Aleph 3, linea evolutiva culminata nel First Watt Aleph J, qualche anno dopo.
Non entro, non avendone i mezzi, nella filosofia progettuale e nella descrizione tecnica: esistono in rete i manuali di istruzione di tutti questi apparecchi, scritti direttamente da Pass, dove viene dato ampio spazio alle scelte alla base del 3, del 30 ed infine del J: classe A pura single ended di piccola potenza (30 Watt), senza compromesso alcuno. I dati di targa e l'utilizzo sul campo dimostrano, come per apparecchi analoghi, un utilizzo possibile solo: 1) sulle vie medio-alte di sistemi multi vie, 2) a gamma intera unicamente su sistemi certamente molto efficienti, 3) oppure, come faccio io, anche a gamma intera, in ambienti non superiori ai 45mq, a livelli di ascolto non elevati, e su carichi semplici. Le impressioni di ascolto più recenti le ho redatte interfacciando l'Aleph 30 a due precisi piccoli monitor vintage, una coppia di B&W 805 Matrix (1990), delle quali trovate la prova in qs medesimo blog. Hanno una efficienza medio-bassa (87dB/W/m) ma un modulo ed una fase dell'impedenza decisamente tranquille, e non costituiscono davvero un carico ostico. Le piloto infatti anche con: Quad 303, una coppia di Quad II a valvole, Marantz Ma-24, ed altri piccoli giocattoli del genere. Il meglio lo offorno con il mio VTL-ST 85, oppure coi miei Manley Snapper, solitamente collegati alle Tannoy 215 System DMT-II. Ma col piccolo Aleph 30 riempiono cmq bene il locale d'ascolto, che è questo:
![]() |
| Il locale d'ascolto di circa 45/50mq |
Tornando all'Aleph 30, ho da sempre un debole per le creature di Nelson Pass: ho due Aleph 0 che uso in multiamplificazione sulle Tannoy "grandi" insieme ai due Manley Snapper (vedete entrambe le coppie in foto), ho avuto un primo Aleph 30 qualche anno dopo la sua uscita di produzione (come al solito Nelson Pass costruisce piccoli lotti, per poi passare ad altro), un Pass Aleph 5, e persino il buon pre Aleph P.
![]() |
| Costruito in maniera essenziale ma impeccabile. Non bello, ma solido! |
Ogni Aleph è diverso dagli altri, a valle di una filosofia comunque comune, improntata alla massima trasparenza (sotto questo parametro, gli Aleph 0 sono insuperabili). Riassumendo le principali doti dell'Aleph 30: 1) piccola potenza, e nonostante la buona capacità di erogare corrente anche su carichi complicati, non si aspettino miracoli da questo punto di vista, 2) suono molto ambrato, con una gamma medio-alta in secondo piano rispetto al resto, 3) necessità di un lungo periodo di riscaldamento: almeno un paio d'ore perchè questa nota ambrata diminuisca apprezzabilmente, senza mai tuttavia scomparire del tutto, 4) trasparenza ai massimi livelli: la gamma media è reale ed al contempo suadente, ricordando, ma con più energia e presenza, quella dei Quad II o degli Shindo Pavillon Rouge, valvolari, 5) grandi capacità di ricostruzione dell'evento sonoro, 6) fatica d'ascolto nulla, inesistente.
![]() |
| Il consiglio è di utilizzare gli ingressi bilanciati, come lo stesso Pass consiglia |
Ricordo come già dopo un'ora la temperature delle alette, ed in minor misura del coperchio superiore, raggiunga valori elevati: il "30" è un finale che per dissipare bene deve stare lontano da ogni parete. In questa maniera la temperatura si mantiene costante (cosa che non vale per tutte le elettroniche che scaldano, come tanti appassionati sanno).
![]() |
| Il piccolo 30 in classe A scalda davvero tanto, necessita pertanto di molto spazio libero intorno a sè |
Il consiglio è quello di utilizzare rigorosamente l'ingresso bilanciato, come lo stesso Pass consiglia: la differenza è davvero notevole, rispetto all'utilizzo in RCA.
Conclusioni: il miglior finalino in classe A a stato solido? Magari non in assoluto, non li ho ascoltati tutti, ma considerando gli altri mini-giocattoli analoghi che ho in casa, il "30" si dimostra superiore, per esempio, ai Marantz Ma-24, anch'essi sublimi, e certanente più adatti a chi prediliga un suono asciutto e neutro, dove il "30" è un inguaribile romantico. L'Aleph 30 è timbricamente lontano dagli Ma-24 Marantz, così come dalla neutralità del vecchio Quad 303, ma riporta al calore dei Quad II con le GEC KT-66, con qualche plus dinamico e di facilità di gestione e manutenzione. Ne hanno costruiti pochi, tra il 2001 ed il 2003 circa, e chi li ha se li tiene stretti, dato che non risultano, se non rarissimamente, sui vari mercatini dell'usato. Brutti, ma costruiti splendidamente.
.jpeg)



Commenti
Posta un commento